Sarahah, la “schiettezza” divenuta un applicazione. Ma perché ricevere commenti anonimi?


Creata dall’arabo Zain al-Abidin Tawfiq, Sarahah è un applicazione che nasce per le aziende che desiderano ricevere feedback onesti (grazie alla garanzia di anonimato dei messaggi) dai loro dipendenti. Non è un innovazione in questo campo, esistevano già Ask.fm, Yik Yak e Whispe. Ma di sicuro batte la concorrenza per polarità. Basta sapere che tra luglio ed agosto a conquistato gran parte del globo, vantando 14 milioni di download.

Come funziona?

Semplicemente scaricando l’applicazione sul proprio smartphone, o iscrivendosi al sito, si ottiene una casella di posta sulla quale chiunque può lasciare un messaggio, che sia iscritto o no al servizio.
Unica informazione necessaria è che l’anonimo writer conosca il nome utente del destinatario del messaggio, che non potrà in alcun modo rispondere.

Utilità nell’utilizzo privato di quest’app? Nessuna.

Rischio di cyberbullismo? Decisamente alto.

 

Sono del parere che, la moltitudine di social che abbiamo a disposizione, diano già la massima libertà a chiunque di lasciare un commento o un feedback ad un altra persona.
Per quale motivo dovrei motivare un amica o una conoscente in privato?

Voi cosa pensate in merito a quest’argomento?
Fate parte dei 14 milioni di persone che hanno scaricato questa virale applicazione?

 

Il nostro break anche per oggi termina qui. 🙂

Un abbraccio,
xoxoxo
Dominella.

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12 pensieri su “Sarahah, la “schiettezza” divenuta un applicazione. Ma perché ricevere commenti anonimi?

  1. Credo che applicazioni come questa possano avere utilità in campo aziendale, dove il monitoraggio di molteplici situazioni serva a raddrizzare il tiro, nel privato invece vedo gli stessi rischi che hai menzionato tu e non se ne sentiva proprio il bisogno. Buona giornata e complimenti per il blog. : )

  2. personalmente a livello aziendale vedo sempre con disprezzo queste (che io personalmente) reputo finte soluzioni… di fatto la ricorsa all’anonimato presuppone in origine l’esistenza e quindi in qualche modo la tutela o almeno il sostentamento a qualsiasi forma di discriminazione. Dove tutela e sostentamento non saranno mai viste come volontà ma quanto come forme di realtà.

    Abbino le palle e creino la struttura, queste aziende, per essere in grado di ricevere e gestire commenti schietti e non anonimi dai propri dipendenti… senza che per partito presi essi debbano correre dei rischi a livello personale… ecco che a quel punto forse non parleremo di applicazioni ma di reale ideologia di innovazione…

    a livello personale invece è tutto un altro discorso… però molto ma molto più ampio, sempre secondo il mio modesto parere

  3. Viviamo in un’era dove le persone amano nascondersi dietro uno schermo e amano ricevere “like” anche da perfetti sconosciuti, non importa più la persona ma il gradimento o il poter sfogare le proprie insicurezze e la propria rabbia… purtroppo queste app hanno successo perché le persone non sono più abituate a guardarsi in faccia e parlarsi e non sono più abituate al confronto e al dialogo…

  4. Ho assistito a flame su vari gruppi fb a causa di questa app. Gente che prima si è iscritta e poi si lamentava degli insulti in anonimo. Nessuno ha imparato nulla dall’esperienza con Ask e thiscrush????

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